• Panino guud fuud
  • panino guud fuud

 

Questa ricetta è nata durante un viaggio in treno con un caro amico che di professione fa lo chef. Si parlava della Pasqua, delle tradizioni dei vari paesi, popoli e religioni varie. Per esempio, vi siete mai domandati perchè l’uovo sia diventato il simbolo di questa ricorrenza? E la colomba? Se lo sapete fatemelo sapere.
Insomma si parlava proprio di questo quando Gennaro (lo chef vuole restare anonimo e quindi lo chiamerò Gennaro), campano di origini, mi ha parlato del panino napoletano. Una prelibatezza semplice e ricca di gusto. Come non provarla?

Ecco la ricetta (personalizzata) che propongo agli amici di Cocun e ai lettori del mio blog.

Gli ingredienti di base più o meno sono gli stessi: un buon pane (fatto in casa), i friariélli (sono le cime di rapa) strascicati, la salsiccia, la provola piccante. La mia personalizzazione è un’aggiunta all’impasto del pane: il pecorino sardo! Gnam, gnam!

Prepariamo l’impasto del pane qualche ora prima. In questo caso partiamo da 250 ml di acqua tiepida, alla quale aggiungiamo due cucchiaini di zucchero, uno di sale, la farina circa 300 gr, il lievito di birra (un cubotto) e una grattugiata abbondante di pecorino sardo.

Impastiamo il tutto finché la palla non risulterà omogenea e liscia. La pasta deve risultare un po’ lenta, per questo, se serve, aggiungiamo un po’ di acqua mentre impastiamo.
Lasciamo riposare l’impasto coperto con un canovaccio umido per 2 orette. Lo impastiamo di nuovo e lasciamo riposare e lievitare ancora per altre 2/3 ore, sempre coperto e in una forma che possa poi andare in forno.

Accendiamo il forno a 230/240 gradi e inforniamo per circa trenta minuti. Un suggerimento, mettiamo in forno anche un contenitore con mezzo bicchiere di acqua che, evaporando, aiuterà la cottura e la formazione della crosta.

Quando il pane è pronto passiamo alla preparazione dei friariélli che andranno mondati, lessati e poi saltati (o strascicati) in olio, aglio e peperoncino.

In una padella facciamo rosolare a fuoco vivo le salsicce con una abbondante pepata e una presa di sale.
Ora componiamo il nostro panino come se preparassimo una bruschetta. Tostiamo delle fette di pane, adagiamo sopra i friarriélli strascicati, la salsiccia e una bella fetta di provola piccante. Inforniamo il tempo necessario a per sciogliere il formaggio. Serviamo caldo accompagnando con una buona birra fresca. Buon gusto!

 

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4 Comments

  1. admin
    giugno 10, 2013

    @Tamara. Mi-ti-ca! Commento illuminante… Grazie, grazie.

  2. Umberto
    giugno 10, 2013

    Ciao Janette,
    di uova e colomba non conosco la storia ma ti posso raccontare l’origine della tradizione legata alla palma, da cui la Domenica delle Palme. Preciso che la palma non è l’odierno ulivo (più diffuso nei paesi nordici) bensì la palma da dattero, il cui gambo, in occasione della Pasqua, si intreccia in vario modo per rendere omaggio alla festività. la treccia benedetta (nei vari credo) viene poi offerta al prossimo in segno di pace.

    @Tamara. È un piacere leggerti, fatti sentire che così organizziamo qualcosa con Jean-Luc e i famosi pendolari (i migliori).

    Ciao a tutti,
    Umberto (il baffo)

  3. Umberto
    agosto 7, 2013

    Cara ” Palma da dattero”…. come si dolce ad augurarci Buone Vacanze.
    Ricambio sentitamente.
    Ma se tu ti ostini a comunicare solo attraverso sito del Buon Jean, scusami sei tagiata fuori, NOI i migliori proponiamo sempre, siamo un Vulcano di inizative…. ma come comunicarteli…..
    voglio esserti di esempio ti darò il mio tel 3346004263 o ind posta elettronica
    clcusg@libero.it
    Chiaro il msg.. ciao (fatti sentire)

  4. admin
    agosto 8, 2013

    Cara Tamara, ma di che ti scusi. I tuoi commenti animano questo blog – ahimè – tristemente statico.

    PS: vero che vedo la tua mail ma da buon admin non posso inoltrarla selvaggiamente 🙂

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